Materie prime e terracotta (2 di 3)
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Materie prime e terracotta
La “creazione” nasce dalla terra e sulla Terra, inteso come pianeta, i Silicati sono circa il 90% dei minerali esistenti e fra questi i Fillosilicati o minerali argillosi che costituiscono quello splendido elemento che chiamiamo argilla. L'argilla grazie alla sua plasticità è malleabile quando idratata e può quindi essere facilmente lavorata con le mani. Quando è asciutta diventa rigida e se sottoposta a un intenso riscaldamento (nei nostri forni si superano a volte i 1000°) subisce una trasformazione irreversibile diventando permanentemente solida e compatta.
Esistono argille di cromie varie, quelle utilizzate nella nostra isola sono prevalentemente grigio/verdastre a “crudo” ed assumono un colorito “rossastro”(qualcuno direbbe color mattone) a seguito della prima cottura; tale “colorito” è tanto maggiore quanto maggiore è nell'argilla la presenza d'ossido di ferro, l'opera cotta viene comunemente chiamata terracotta o biscotto.
Per modellare l'argilla basterebbero le mani dell'artigiano ma per ottenere oggetti dalle sinuose forme tondeggianti è necessario l'uso del tornio ossia di quello strumento (ideato in epoca Cretese) costituito da 2 ruote unite fra di loro da un asse che consente al mastro vasaio di far ruotare il panetto d'argilla e di modellarlo a proprio piacimento. Capirete che se realizzata esclusivamente a mano o con il solo "ausilio" del tornio nessuna creazione sarebbe uguale ad un altra, al più potrebbe essere simile ma mai uguale... ed invece nel mercato odierno si trovano tanti oggetti identici... ebbene, creato un “modello”, in modo artigianale, su di esso vien fatto il calco, normalmente in gesso, e da questo si ricavano tanti oggetti tutti uguali. Naturalmente la similitudine fra alcuni prodotti è a volte dettata da un'esigenza “funzionale”, pensate ad es. ai servizi di piatti per cui vengono usate delle forme in gesso per ricavarne i vari elementi. Tuttavia anche se ricavate da forme in gesso le nostre creazioni richiedono l'intervento del mastro artigiano per plasmare l'argilla sulla forma e conservano perciò una loro identità, cosa che non avviene per i servizi di produzione industriale ove una pressa meccanica si sostituisce alle mani dell'artigiano per comprimere l'argilla sulla forma in gesso e che pertanto di “artigianale” non hanno proprio nulla.
Come già accennato, che si sia creato l'oggetto interamente a mano al tornio, plasmato a mano sulla forma in gesso, o compresso con un pressa meccanica sulla forma si dovrà comunque attendere che l'acqua contenuta nell'argilla evapori completamente per metterlo in forno (essiccazione).
La cottura (1000° circa) fa sì che la neonata “terracotta” diventi solida e compatta (ricordate l'argilla potrà divenire terracotta mentre il processo inverso è impossibile una volta eseguita la cottura). La cottura di un'opera in argilla deve essere molto lenta ed altrettanto lenta la fase di raffreddamento pena la distruzione della creazione sicché è necessario attendere da 24h a 48h per l'intero procedimento.
Francesco Raffa
Tre Erre Ceramiche